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Tortura ed Omicidio #6: Il Mostro di Firenze

E' San Valentino, la festa degli innamorati che non fa altro che commemorare la decapitazione del vescovo di Terni a cui si attribuiscono diversi miracoli riguardo i rapporti amorosi. Una città molto romantica? Firenze.

Abbiamo tutto il necessario per questa nuova puntata di Tortura ed Omicidio: Firenze, amore ed un serial killer (o più).

Il caso del Mostro di Firenze è forse il caso di omicidio più controverso e strano della storia italiana viste le modalità degli omicidi, i sospettati, l'arco temporale, le vicende legate al caso e le piste esplorate da giornalisti ed inquirenti.

Sono state create numerosissime opere al riguardo, libri, docuserie e la vicenda viene persino citata nel romanzo Hannibal di Thomas Harris in cui, dietro al Mostro, non si cela altri che il Dottore, rifugiatosi nella città dell'arte per antonomasia dopo l'evasione de Il Silenzio degli Innocenti.

Il Mostro di Firenze era conosciuto per assassinare coppie appartetesi nelle campagne di Firenze in zone notoriamente frequentate da innamorati e guardoni. Il numero delle vittime varia da 14 a 16 sebbene nel periodo d'azione (1968-1985) siano state ritrovate uccise altre persone.

  • 21 Agosto 1968. Signa: Antonio Lo Bianco (29) e Barbara Locci (32), due amanti, vengono uccisi con 8 colpi di pistola (solo 5 bossoli ritrovati) nella loro auto. L'omicidio viene ritrovato con l'aiuto del figlio della Locci, Natalino Mele (6), arrivato misteriosamente ad un casolare distante 2 km (nonostante abbia detto di essere arrivato a piedi aveva i calzini completamente bianchi ed era troppo basso per raggiungere il campanello del casolare). Dell'omicidio viene attribuita la colpa al marito di Barbara Locci, Stefano Mele che la moglie notoriamente tradiva con altri uomini.

  • 14 Settembre 1974. Borgo San Lorenzo: Pasquale Gentilcore (19) e Stefania Pettini (18), fidanzati, uccisi da 8 colpi di pistola (di cui nuovamente vengono ritrovati solo 5 bossoli) nella loro auto. Pietro muore a causa dei proiettili mentre Stefania, in fin di vita, viene accoltellata 99 volte, con diverse ferite anche al seno e al pube. L'assassino inoltre deturpa ulteriormente il corpo della donna inserendo un tralcio di vite nella vagina. La ragazza si era lamentata di essere seguita da un ignoto.

  • 6 Giugno 1981. Mosciano di Scandicci: I due innamorati Giovanni Foggi (30) e Carmela De Nuccio (21) vengono assassinati da 8 proiettili di pistola (5 bossoli) nella loro autovettura. La ragazza viene colpita da 3 fendenti e subisce l'asportazione del pube. Foggi invece viene colpito nuovamente con l'arma da taglio.

  • 22 Ottobre 1981. Travalle di Calenzano: Stefano Baldi (26) e Susanna Cambi (24) freddati da 9 colpi della solita pistola (7 bossoli) mentre si trovavano nella loro macchina. Il corpo della donna subisce ferite da arma da taglio (soprattutto al seno sinistro) e l'asportazione del pube. Anche lei aveva avvisato la madre di essere pedinata da uno sconosciuto.

  • 19 Giugno 1982. Baccaiano di Montespertoli: I due fidanzati, soprannominati Vinavil per la loro inseparabilità, Paolo Mainardi (22) e Antonella Migliorini (19) vengono sorpresi da 9 colpi di pistola che uccidono lei e lasciano in fin di vita lui. L'auto dove i due erano appartati finisce in un fossetto. Non viene compiuta nessuna violenza sui corpi.

  • 9 Settembre 1983. Giogoli: I due universitari e turisti tedeschi Jens-Uwe Rüsch (24) e Horst Wilhelm Meyer (24) vengono freddati da 7 colpi (4 bossoli) espplosi attraverso la carrozzeria del loro furgone. Nessuna violenza presente sui corpi. Nessun rapporto amoroso o sessuale confermato tra i due ragazzi. E' possibile che il killer fosse stato tratto in errore dali capelli lunghi di Jens.

  • 24 Luglio 1984. Vicchio: Claudio Stefanacci (21) e Pia Gilda Rontini (18) sono uccisi da 6 colpi di pistola. L'assassino accoltella 10 volte Stefanacci e 2 alla gola Rondini, questa subisce poi l'escissione del pube e del seno sinistro.

  • Notte tra 7 e 8 Dicembre 1985. San Casciano Val di Pesa: Jean-Michel Kraveichvili (25) e Nadine Mauriot (36) sono accampati in una tenda vicino alla loro auto. L'assassino squarcia la tenda con il coltello e fredda, usando la pistola, la 36enne mentre Kraveichvili ancora in vita viene finito col coltello. La donna invece subisce l'asportazione del puble e del seno sinistro.

Il modus operandi era simile, le vittime (coppie isolate nelle loro auto), l'arma del delitto era una Beretta calibro.22 Long Rifle, il rituale (escissione e coltellate), la perenne assenza di alcuni bossoli e molti altri dettagli (come lo spargimento degli oggetti delle vittime per terra) erano comuni tra tutti i casi perciò era impossibile non collegare gli omicidi tra loro.

Il caso figurava numerosi sospettati molti dei quali legati al mondo sardo o quello del voyeurismo (molto comune al tempo) ma le prove contro di questi erano tutte inconsistenti finché la SAM (Squadra Anti-Mostro) non si mosse contro uno dei sospettati principali: Pietro Pacciani.

Era precedentemente noto alle autorità per aver commesso l'omicidio (a coltellate) di un certo Severino Bonini (41) a causa di un litigio di carattere passionale, costrinse la sua ragazza ad avere un rapporto vicino al cadavere. A causa del suo carattere irascibile e violento, oltre ad un passato come mangiafuoco era soprannominato Il Vampa. Quando, nel 1991, le attenzioni degli agenti si spostarono su di lui, stava scontando la pena per lo stupro delle due figlie.

Alcuni particolari conducevano a lui: il legame con le scene del crimine nei cui pressi lavorava come contadino, i giornali riguardanti il Mostro ritrovati nella sua abitazione, il numero di targa di una coppia solita appartarsi a Scopeti, la sua degenerazione sessuale (costringeva le figlie e la moglie a compiere atti non adatti a questa sede) e il suo carattere violento.

Nel 1994 viene accusato degli omicidi (tranne quello del 1968), due anni dopo viene assolto ma presto l'assoluzione viene annullata e poco prima di ritornare in carcere muore, 1998.

Con Pacciani compare un altro personaggio particolare, accusato di 4 degli 8 duplici omicidi Mario Vanni (anch'egli con un carattere molto turbolento) viene condannato al carcere a vita. Insieme a lui è da ricordare Giancarlo Lotti, condannato a soli 26 anni.

I tre vennero soprannominati i compagni di merende a causa delle dichiarazioni di Vanni che affermava di aver fatto merende con il Pacciani.

Dietro al caso ci sono ancora molti misteri che nessuno riesce a spiegare. Uno di questi era riguardo le grosse somme di denaro che Pacciani e Vanni possedevano nonostante i loro impieghi piuttosto umili (rispettivamente contadino e portalettere). Molti hanno ipotizzato che loro non fossero altro che una squadra, con a capo Pacciani, incaricata (da una compagnia) di procurarsi feticci per riti esoterici legati all'occulto e al satanismo. A favore di questa tesi c'è la denuncia di Mariella CIulli, ex moglie del farmacista Francesco Calamandrei, secondo la quale a casa dell'ex marito fossero presenti una pistola come quella del crimine e diversi "oggetti" appartenenti alle vittime del Mostro. Nonostante la perquisizione della casa dell'uomo, gli agenti non hanno rilevato nulla.

Molte piste vengono aperte e contemporanemente smentite di continuo. Un mistero destinato a rimanere irrisolto?

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